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Scritto da 

Niccolò Budoia

3 marzo 2026

VARIE

Luigi Battistolli, presidente di ACI Sport, ci ha affidato il suo ricordo personale di Sandro Munari.

Luigi Battistolli, presidente di ACI Sport, ha conosciuto bene Sandro Munari. Non negli anni in cui anche il vicentino gareggiava nell'Italiano ma nel periodo successivo, quando ha avuto modo di avvicinarlo di più facendosi raccontare episodi della sua carriera stellare. Ecco il ricordo del Drago che Battistolli ha affidato a rallydreamer.com:


"Ho frequentato Sandro Munari negli anni in cui ancora stava bene, prima della sua malattia, e ho avuto l'opportunità di ascoltare molti dei suoi racconti. La sua è stata una storia incredibile e romantica: mi ha raccontato le sue gare, le sue sofferenze e le sue posizioni sul motorsport. Era una persona incredibile davvero e piacevolissima da ascoltare: era molto legato ai suoi tempi, ma si è ugualmente speso molto per i giovani e per il movimento.


È stato chiaramente un pilota di grande talento, un talento naturale. Ha avuto successori, certo, ma le sue abilità importantissime sono state riconosciute da tutti i suoi avversari. Nessun pilota di rally potrà mai più correre per marchi prestigiosi come Ferrari, Lancia e Fiat, con Enzo Ferrari che fu suo testimone di nozze. Strinse rapporti eccezionali con tutti i suoi meccanici, e quando la Fiat prevalse sulla Lancia portando ai vertici Markku Alen e Walter Rohrl lui riuscì sempre a correre al loro livello senza negarsi anche di essere più veloce di loro. Non si allenava in modo specifico, era semplicemente un pilota strepitoso.


Le proprie sfide non le ha mai vissute patendo la concorrenza, ma sempre da primattore. Munari appartiene a una storia italiana che ha insegnato a tutto il mondo il mestiere dei rally. Parte di una squadra straordinaria fra Lancia e Abarth, ricca di eccellenze che ci invidiava il mondo intero. Il Drago insieme ad Arnaldo Cavallari, Mario Mannucci e Sergio Maiga hanno scritto la storia del rallismo, italiano e mondiale. Quando ci parlavi assieme raccontava di cose incredibili: quando fu trainato per centinaia di chilometri in Africa prima di ricevere assistenza, o quando fece 200 chilometri in retro correndo con una maglietta e un cappello in testa. Sembrava di sognare ad ascoltarlo, ma il suo era il mondo che ci ha insegnato ad amare i rally, e lui ne è stato il grande maestro. Insieme a Cavallari e Mannucci, erano veramente persone speciali.


Fra noi si parlava in veneto, ma ancora le sue parole comunicavano in qualche modo le emozioni che aveva provato decenni prima. Era un grandissimo uomo di sport e un amico.


La sua malattia si è aggravata nel 2022 e la sua famiglia, con la moglie Flavia in testa, ha alzato uno scudo protettivo su di lui. Hanno fatto moltissimo per permettergli di vivere serenamente i suoi ultimi anni, senza mai lesinare in cure. È stato davvero un grande segnale di amore da parte loro.


Da presidente di ACI Sport, non posso che esprimere una grade solidarietà e vicinanza alla famiglia insieme al presidente Geronimo La Russa, al mio consiglio e a tutta ACI Sport. Tutti noi siamo rimasti molto colpiti dalla notizia della morte del Drago, perchè tutti noi abbiamo amato profondamente Sandro Munari".

Battistolli: "Il mondo di Sandro Munari ci ha insegnato ad amare le corse e i rally"

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